Domande del lunedì

INTERVISTA A PANDERELLA_



Iniziamo la settimana con un'intervista ad Alessandra, Panderella_, che grazie allo sport e al "mangiar sano" è riuscita ad accettarsi e a piacersi, cosa che molte persone ancora non fanno.
Alessandra con la sua allegria riesce a ricevere tantissimi sorrisi, con la sua caparbietà è riuscita ad arrivare a diversi traguardi.
Andiamo a conoscere "la scema di turno", come la chiama sua madre!





  • PER MOLTE PERSONE È DIFFICILE SEGUIRE CORRETTAMENTE E ASSIDUAMENTE UNA DIETA SANA. HAI MAI AVUTO MOMENTI DI DEBOLEZZA? SE SI, COME LI HAI SUPERATI?
PANDERELLA: La mia, credo, sia stata una lenta transizione. Non ho mai fatto mistero dell'intento iniziale che mi ha mossa e ha messo "Panderella" in quella che sarebbe stata la giusta direzione. Come ogni donna che si rispetti, per tutta la vita il mio bisogno è stato quello di apprezzarmi e piacermi, motivo per cui il desiderio iniziale, quando ho intrapreso questo percorso, era quello di perdere peso. Solo successivamente, grazie alle informazioni che ho pian piano appreso, informazioni relative al cibo e all'aspetto psicologico che vi si lega inconsciamente, ho iniziato a capire e a "mangiar sano", trasformando pian piano la mia alimentazione, adattandola alle nuove informazioni e cercando sempre di appagare le mie voglie. Pertanto credo di aver raggiunto, al momento, un grado di maturazione e di coscienza per cui non sento nessun bisogno particolare da soddisfare. Mi spiego meglio: non è difficile per me seguire una dieta sana perché è il modo di alimentarmi che più mi viene naturale, non faccio fatica perché mangio esattamente le cose che mi fanno gola, mi piacciono e mi soddisfano. Per questo motivo non mi è possibile avere "momenti di debolezza", perché ogni mio senso è appagato da ciò che finisce nei miei piatti. Ciò che consiglio sempre a chi mi pone questa domanda è di cercare di eliminare quel muro, quella barriera, che separa ciò che viene definito "cibo sano" da ciò che non lo è, perché sono le scelte che facciamo che determinano la genuinità di un piatto, piccoli accorgimenti che possono diventare talmente automatici da non farci più caso. Se per debolezza invece intendiamo il mangiare piccoli quantitativi superiori o inferiori alla media, beh...credo siano normali atteggiamenti dell'essere umano, il quale ha e dovrebbe avere la splendida caratteristica di autoregolarsi e auto correggersi, tendendo sempre a quello che viene definito "equilibrio psicofisico".     



  • TI LASCIO CARTA BIANCA, SCRIVI TUTTO QUELLO CHE VUOI DIRE A CHI TI STA LEGGENDO.
PANDERELLA: [Sorrido] Sicura che vuoi che lo faccia anche qui? Sono quasi certa che la gente che mi segue sia stanca di leggere ciò che ho da dire: non faccio altro che parlare e parlare e ammorbare e raccontare le mie monotone giornate. E lo faccio continuamente, tutti i giorni, dicendo e scrivendo qualsiasi cosa mi passi per la testa. A volte mi chiedo come facciano tante persone a leggermi, io mi rimbalzerei in un attimo. Però poi, ogni volta, ricevo così tanto. Mi tornano indietro delle sensazioni e delle emozioni incredibili, da ogni singola persona che sceglie di scrivermi, di rispondermi, di leggermi e lasciarmi un like. Un like vuol dire così tanto che farei certamente fatica a spiegare perché un profilo virtuale possa rappresentare molto di più di ciò che la gente che non vi ha a che fare pensa che esso sia. 
Vedi? L'ho rifatto, lo faccio continuamente. Un fiume di parole, è così difficile starmi dietro. 
Vorrei non risultare banale ma, per esempio, ho recentemente scoperto che esiste un nome per la capacità di dire "grazie. Thankfulness. E questa capacità può essere allenata, giorno dopo giorno, come qualsiasi nostra abilità. Perciò potrei dire semplicemente GRAZIE, a chiunque c'è, a chiunque non c'è. A chi sceglie di palesarsi, a chi non lo farà mai, a chi è passato di sfuggita nella mia vita. Ogni tassello è parte dell'infinito.   



  • COSA DIRESTI ALLA TE DEL PASSATO?
PANDERELLA: Più e più volte ho ripensato alla me stessa di un tempo e spesso, facendolo, sono stata mossa da forte autocritica. Penso a quante cose avrei potuto fare in maniera differente, a quanti sbagli siano stati fatti e che col senno di poi avrei potuto porvi rimedio preventivamente. Come se mi guardassi in uno specchio e continuassi ancora a rivedere un'immagine che non riflette il mio vero io, penso che quella persona forse, in realtà, non sono io, non ERO io. Ci metto qualche secondo a prendere davvero coscienza del tutto, conto pacatamente fino a dieci e poi torno lucida e accetto. MI accetto. Accetto quello che sono stata e accetto gli sbagli, gli errori di percorso, le scelte errate e le convinzioni sbagliate. Perché tutto quello che ho fatto è stato in grado di gettare le basi per le solide fondamenta che ho costruito adesso. A quella piccola donna in crescita quindi direi solo una cosa: fermati, respira, guardami. Perché gli occhi non mentono e quegli stessi occhi sono in grado di leggere questa sincerità.      



  •  ACCETTI QUALSIASI CRITICA? 
PANDERELLA: Mi definisco spesso come una persona autocritica e che, allo stesso modo, accetta le critiche provenienti dagli altri. Ho però un grosso difetto: la permalosità. Pertanto accetto le critiche ma spesso mi feriscono e rispondo digrignando i denti. Però sono anche una persona che ci riflette su e, se il mio "giudizio di risposta" è errato, torno sui miei passi e chiedo scusa se occorre. Però sono davvero fermamente convinta che le critiche siano necessarie al percorso di crescita che ci accompagna per tutta la vita. Quindi ben vengano le critiche, sia che possano farmi del male, sia che possano farmi arrabbiare. L'importante è che siano costruttive e non mero e vuoto giudizio personale. 


  •  COME TI DESCRIVERESTI?
PANDERELLA: Non è una cosa facile questa, descrivermi. Sono una personcina molto complicata. Per certi versi sono così uguale a tante altre persone, per altri così diversa da sentirmi sempre fuori posto. Ho tanti pregi e ancor più difetti. Sono un vaso di Pandora (non è un caso ci sia un'assonanza col nome "Panda"), dentro sono un'esplosione di emozioni, caratteristiche, abilità e capacità, non tutte positive. Ma se dovessi dire cosa potrei e non potrei essere direi che tendenzialmente alcune cose mi caratterizzano più di altre.
Sono goffa. Sono quella che nelle foto guarda sempre nella direzione sbagliata. Sono testarda, che può significare anche caparbia ma spesso vuol dire totalizzante. Sono buona ma mamma direbbe che sono anche "la scema di turno". Sono entrambe le facce della medaglia. Sono difficilmente semplice, ecco. Sono quel che sono ma non disdegno di essere qualcos'altro, di trasformarmi e arricchirmi col tempo, di crescere, di esplorare la vastità delle cose che potrei essere, quelle che ancora non sono o che sono ma non l'ho ancora capito.   



  •  5 COSE CHE NON POSSONO MAI MANCARE NELLA TUA CUCINA.
PANDERELLA: Il riso, in primis. Da piccola odiavo profondamente il riso scondito che che mamma mi propinava, con olio e parmigiano, tutte le volte che stavo male. Per cui, tipo legge del contrappasso, ora mi ritrovo ad amarlo smodatamente. In bianco, tantissimo.
La colazione, che lo so che non è un alimento ma comprende tutte quelle cose di cui "oh my God!" non posso proprio fare a meno: la mia scorta di cibi per la mattina. Quindi farine di ogni tipo e sorta, cacao e similia, creme e marmellate, frutta e frutta secca, albumi e uova. Insomma, gli alimenti base per prepararla, perché della colazione non posso proprio psicologicamente  fare a meno. Ma, ancor di più, non riesco a fare a meno della possibilità di scelta: devo avere tutto cosicché io possa, sul momento, elaborare, scegliere e preparare quello che sarà il primo buonissimo pasto della giornata.
Verdure e ortaggi tutti. Già so che mi trasformerò in un broccolo nella prossima vita.
Il gelato. Che è una cosa che non mangio praticamente mai ma che devo SEMPRE avere a disposizione. Mi prende la voglia una volta ogni sei mesi ma quando arriva, la devo ASSOLUTAMENTE soddisfare. Anzi, se me ne volete spedire un po' amo i gusti semplici: cioccolato, pistacchio, stracciatella.
La fantasia. Nella mia cucina non deve mai mancare la fantasia. La fantasia per creare, la fantasia per sognare ❤ 

P.S. Grazie per questa intervista e per avermi dato la possibilità di raccontarmi. Un abbraccio forte e stritoloso dal Panda.














Grazie per essere stata con noi!
Sei una persona fantastica e ti auguro il meglio.


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